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12
Nov

Creare e gestire un’attività creativa: ne parliamo con Silvia Tropea e Lucia Busca

Silvia Tropea (avvocato) e Lucia Busca (esperta di gestione amministrativa) saranno le speaker nel MOMClass “Creare e gestire un’attività” Sabato 23 Novembre alle 14.30

Silvia Tropea è un avvocato e gestisce il sito Genitoricrescono. Un intreccio di percorsi personali e professionali, che l’ha portata ad essere una persona e un avvocato diverso da come lei stessa aveva immaginato all’inizio della sua carriera. Tra questi percorsi c’è il diritto di famiglia, il diritto del web e le tematiche legate al blogging, alle sue regole non scritte, ma anche a quelle che derivano dalle leggi. A 43 anni, con un figlio di 10 e 15 anni di professione alle spalle, ha legato il suo destino, non solo professionale, alla rete e perciò le piace parlarne con chi la vive come lei. In vista del MOMClass (ore 14.30 sala Forni Nord) le abbiamo rivolto alcune domande.

Silvia, come si può trasformare una passione in un’attività imprenditoriale? Raccontaci la tua storia.
Nel mio caso non ho propriamente trasformato una passione in attività imprenditoriale. Sicuramente la mia professione, come tutte, riesce meglio se è sostenuta dalla passione. Chiunque lavori in proprio ha bisogno di forti motivazioni, che  sostengano nei momenti bui e faticosi e aiutino a gestire le responsabilità.
Quello che è davvero necessario, a mio parere, è che la passione diventi una vera e propria attività solo attraverso la professionalità. Mai improvvisarsi! Se il professionista è obbligato a essere preparato, per i titoli che deve avere, la professionalità dell’imprenditore è rimessa solo a lui: prepararsi, conoscere il mercato in cui si opera e le leggi che lo regolano è essenziale per la riuscita. Non ci si può mai improvvisare.

Mamme e creatività cosa pensi di questo binomio?
Non credo sia un binomio necessario o particolarmente caratterizzante: non mi sembra diverso da “mamme e politica” o “scienziati e creatività”!  Mi sembra molto più interessante appuntare l’attenzione su “web e creatività”: la rete è un luogo aperto, ampio, liquido, adatto per sua natura all’espressione di creatività. Per questo credo che l’imprenditoria online sia particolarmente adatta a esprimere esperienze creative e a rigenerare il ruolo dell’artigianato.
Non sono affatto d’accordo però quando vedo presentare queste opportunità come un settore di reimpiego per donne che con la maternità hanno perso il loro ruolo professionale. E’ un circolo vizioso che tende ad allontanare la donna, soprattutto madre, da ruoli lavorativi “tradizionali”, lusingandola con gratificazioni derivanti da passioni e creatività. Applicarsi in un’attività creativa, dovrebbe sempre essere una vera libera scelta.

La tua definizione di creatività.
La creatività è libertà di pensiero. Espressione e passione. La creatività genera un oggetto o una frase, un’immagine o una musica che parlano di chi li ha creati. Il valore aggiunto dell’esperienza creativa è quella parte della persona che inevitabilmente contiene.

 

Lucia Busca è un’esperta di gestione amministrativa. Appassionata lettrice, gestisce un blog Luciaebasta e collabora a Zebuk. Anche a lei abbiamo rivolto alcune domande per conoscerla meglio

Lucia, come si può trasformare una passione in un’attività imprenditoriale? Raccontaci la tua storia.
Io non ho un caso personale da presentare perchè Zebuk, il blog che curo insieme alle mie colleghe, è ancora una creaturina giovane e acerba, cresciuta con amore ma lontana dall’essere un mestiere (anche se a noi piacerebbe tantissimo); però ho conosciuto nella vita off web molte persone che hanno provato a mutare il  loro hobby in un vero e proprio lavoro.
Certamente posso affermare che non è facile, anzi, è proprio difficilissimo. Chi pensa di poter diventare ricco con il blog, o con il craft, con la scrittura o con il food, deve sapere che non basta ricevere visite, o essere citati, oppure partecipare agli eventi per poter vivere di una passione. Bisogna studiare, essere preparati, frequentare chi è più bravo; a volte nemmeno i corsi o gli aggiornamenti più quotati possono farti svoltare. Se poi dovesse succedere che la passione diventa lavoro, non si può mai abbassare la guardia ed è necessario mantenersi sempre al passo.
Applicarsi con passione e faticare sono una buona strada per il successo, che può avere molte forme e diversi livelli: tutto sta a comprendere quale vogliamo raggiungere.

Mamme e creatività cosa pensi di questo binomio?
Sono sempre restia a inglobare delle persone dentro una categoria che le rappresenti, essere mamma non preclude la capacità di essere tante altre cose. Certo che con la fantasia della vita e dei nostri figli essere delle creative per le mamme è decisamente un obbligo. E non solo per trovare qualcosa per impegnare i pomeriggi dei nostri bimbi e per stimolarli a crescere: avete mai provato a preparare la cena con un neonato piangente e suo fratello di quattro anni vicino? E che mi dite delle domande difficilissime dei settenni, oppure delle richieste assurde e strampalate degli adolescenti?
Bisogna essere brillanti, fantasiose e molto creative.

La tua definizione di creatività.
L’associazione immediata con la parola creatività è quella del genio pazzo e irriverente, perso nel suo mondo in cui ogni momento è buono per ricevere la scintilla dell’ispirazione. In realtà ogni attività creativa che conosco necessità di rigore e applicazione per essere svolta bene. Lo chef studia per anni le proprietà fisiche e chimiche dei cibi, pesa, unisce sapori e colori in modo equilibrato e preciso. Le amiche che amano fare creazione all’uncinetto o ai ferri seguono schemi rigidissimi per evitare buchi o sbecchi orribili. Gli scrittori leggono tanto e scrivono tutti i giorni, con metodo serio e rimanendo dentro i canoni della grammatica e della sintassi.
Per cui la mia definizione di creatività è molto razionale, io parlerei di capacità di immaginare qualcosa che non c’è partendo da regole e schemi conosciuti.

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