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22
Apr

Anna Turcato, parlare di outfit al MammacheBlog 2015

Anna Turcato è una consulente d’immagine e style strategist. Laureata in Scienze della Comunicazione ha conseguito poi un master in Cool Hunting nel settore moda.
Ha alle spalle una esperienza decennale presso importanti aziende del fashion e del made in Italy come buyer, cool hunter e fashion coordinator. Formatrice nel campo di immagine, stile e personal brand accompagna privati e aziende in un percorso di comprensione di come l’abbigliamento e lo stile possono aiutare la comunicazione non verbale e implementare la definizione della propria immagine come mezzo espressivo. Collabora con testate di moda nazionali e web magazine.
Ha base a Venezia ma lavora ovunque con e grazie alla rete. La trovate sui social network con il suo nome e sul suo sito annaturcato.com

Sarà al MammacheBlog…

Venerdì 8 maggio, ore 15.30-17.00

MomClass: Trova il tuo stile e comunica con gli outfit che indossi, crei e pubblichi

La moda è uno strumento di comunicazione potentissimo. Come ci vestiamo è un racconto. Un racconto che facciamo spesso sui nostri blog e attraverso i social network con foto e video. Un racconto di noi o del brand che rappresentiamo.

Durante questo workshop impareremo come creare look e outfit da pubblicare che siano in linea con chi li crea e/o con i suoi obbiettivi di comunicazione e capiremo come usare le immagini per creare una storia coerente e di impatto.

 

Ed ecco alcune domande che le abbiamo rivolto per conoscerla meglio ed anticipare alcuni degli argomenti che tratterà nel suo MomClass…

Sei una consulente d’immagine: ci descrivi il tuo lavoro?

Il mio lavoro è il più bello del mondo: durante la consulenza d’immagine devo tenere conto di moltissimi fattori e, come racconto spesso, è proprio la sua complessità uno dei motivi per cui ho scelto e amo questo mestiere.

Personal brand, coerenza con il messaggio, posizionamento, occasioni d’uso, personalità, desideri, uso dei colori, tendenze moda, forme del corpo: ogni cosa ha il suo peso e ogni fattore va bilanciato con gli altri. L’obiettivo finale le è rendere in grado di fare della propria immagine un biglietto da visita coerente con il messaggio che vogliono proporre.

Coloro che lavorano con me, ragionando insieme a me su di sé, ad ampio spettro e in maniera onesta, raggiungono alla fine una consapevolezza che si traduce in una immagine, in uno stile, in un tratto visivo distintivo (a volte completamente inaspettato). Certo tutto sta nella capacità di stimolare riflessione, nel porre le giuste domande e nel dare le chiavi per unire tutti i puntini che alla fine costituiscono il quadro.

E accompagnare questa epifania è la cosa che mi piace più di tutte. Il modo in cui ci vestiamo è una scelta consapevole, che parla di noi esprimendo il nostro modo di essere: così il mio impegno è quello di cercare uno stile che racconti nel modo giusto la persona che ho di fronte.

Tra spontaneità e costruzione, quanto conta un look azzeccato?

L’immagine giusta è quella che riusciamo a vestire senza giustapposizioni e svela il meglio di noi stessi fin dal primo approccio con l’altro. Anche solo attraverso un dettaglio. E per trovare la perfetta combinazione occorre partire da sé. Studiare uno stile non significa mascherarsi ma svelarsi.

Imparare ad usare uno strumento potente come la moda ti serve: per rappresentarti, per mostrare agli altri dove sei arrivato e indicare la strada che vuoi percorrere. Il look azzeccato ti fa ricordare, parla di te, rafforza il tuo messaggio se è coerente con lo stesso. Il giusto stile ti posiziona. Anche scegliere sempre la stessa “divisa”, magari all black sottende un racconto.

I social network danno di noi un’immagine pubblica: ci deve essere perfetta coerenza con quella reale?

Chi siamo in rete dovrebbe coincidere con chi siamo nella vita reale. Quindi la nostra immagine sui social network dovrebbe parlare di noi. Spesso i rapporti virtuali precedono quelli reali e la prima impressione di noi la diamo con la nostra foto profilo o con le immagini presenti di noi in rete (anche ad un potenziale datore di lavoro). Impariamo a vedere questo processo come un’ opportunità e cerchiamo di capire come raccontare il nostro messaggio attraverso una immagine coerente fin dall’inizio.

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